Età Evolutiva

Servizi offerti

Valutazione psicodiagnostica

Prevede un colloquio preliminare per la raccolta dei dati anamnestici e l’uso di strumenti testici di personalità, di livello, psicoattitudinali, l’osservazione del bambino in situazioni di gioco libero e/o strutturato. L’obiettivo è di valutare l’adeguatezza del bambino in relazione all’età.  Al termine della valutazione viene fornito un inquadramento psicodiagnostico del quadro sintomatica

Sostegno psicologico indirizzato ai bambini

Problematiche trattate:

  • problematiche legate ad ansie, fobie
  • problemi di comportamento e relazionali
  • bassa autostima
  • tic e balbuzie

Come strutturo il percorso di sostegno con bambini

Primo contatto

Può avvenire telefonicamente o via mail in questo caso sarete contattati  entro 24 ore. Il primo colloquio avviene generalmente entro una settimana.

Fase di Conoscenza

colloquio volto alla conoscenza reciproca, alla definizione del problema, alla raccolta di informazioni,  alla definizione del contratto terapeutico

Fase di valutazione

3/4 incontri in cui si raccolgono dati sulla storia personale e familiare, sullo sviluppo psicofisico.  Si somministrano test psicometrici e proiettivi, questionari e osservazione  del comportamento.  Al termine di questa fase incontro nuovamente i genitori per restituire quanto emerso, concordiamo insieme l’intervento mirato e focalizzato alla gestione di una specifica difficoltà si ipotizza una durata

Intervento 

Strutturato a cicli di 6/8 incontri  rinnovabili . 

L’intervento con i bambini è di tipo psicoeducativo, attraverso il dialogo, il gioco, il disegno, l’ascolto e la costruzione di storie, attività immaginative si  aiuta il bambino a dare un nome alle emozioni,  comprendere i suoi pensieri negativi, a riconoscere le emozioni dolorose  che ne conseguono e i comportamenti sintomatici. Si aiuta dunque il bambino a trovare modalità di gestione più adeguata e a modificare alcuni pensieri disfunzionali. 

Questo lavoro di comprensione e riconoscimento dei propri vissuti, insieme alla condivisione con il bambino e i suoi genitori, può dare inizio ad una fase di cambiamento e quindi di riduzione della sintomatologia e del malessere.

 L’ultimo incontro di ogni ciclo sarà dedicato al monitoraggio dell’intervento che può sfociare in una condivisone di ulteriori obiettivi o nella chiusura ed eventuale follow up a distanza di qualche mese.

Sostegno psicologico all’adolescente

Problematiche trattate

  • Crisi rispetto alla propria identità;
  • Crisi rispetto al proprio progetto di vita;
  • Stati di isolamento, disagio nelle relazioni con i coetanei;
  • Sofferenze in campo amoroso;
  • Dubbi sulla propria identità sessuale;
  • Tensioni con i genitori, rabbia;
  • Problemi a scuola;
  • Angosce, paure e ossessioni;
  • Pensieri e gesti autodistruttivi;

Il mio modello di riferimento

  • Il mio modello di riferimento per il counseling è quello del “Colloquio Motivazionale”. Questo approccio  valorizza l’esperienza del ragazzo attraverso l’ascolto e l’esplorazione del suo punto di vista  considerandolo unico esperto di sé stesso, rimandandogli questa competenza con l’obiettivo di attivarla. La ricerca nel Colloquio motivazionale dimostra che restituire l’autonomia di comportamento nelle comunicazioni con il giovane è in grado di non innalzare la reattanza psicologica (i meccanismi di resistenza al cambiamento) e permette di mantenere un buon rapporto con il ragazzo, aumentando, in realtà, la possibilità che il cambiamento si realizzi.

Come strutturo il mio  percorso di sostegno con gli adolescenti

Nella prima fase vedo i genitori da soli per uno o due incontri al fine di inquadrare la loro visione del problema, nella seconda fase incontro il ragazzo per tre o quattro incontri per conoscere il suo punto di vista sulla situazione problematica, la sua motivazione al percorso e fornirgli tutte le informazioni utili alla sua intrapresa. In questa fase c’è anche un aspetto valutativo attraverso questionari e test. Nella fase conclusiva effettuo un colloquio insieme al ragazzo e ai genitori per definire insieme l’intervento.

In base alla situazione, si potrà suggerire un lavoro individuale con il ragazzo o degli incontri a cui partecipano solo i genitori, oppure, coordinare i due interventi al fine di aiutare l’intero nucleo famigliare a trovare una nuova modalità più favorevole di relazione e comunicazione.

Se la richiesta parte dai genitori

 Se sono i genitori a richiedere una consulenza per il figlio è possibile che l’adolescente non sappia della richiesta e quindi i genitori dovranno parlargliene spiegandogli le loro preoccupazioni, se il ragazzo  è a conoscenza della richiesta, potrà essere d’accordo con la necessità di un aiuto oppure non condividerne il bisogno e rifiutare gli incontri.

Il tipo di lavoro potrà essere una prima consulenza ai genitori rispetto al loro rapporto con il figlio, considerando che nel futuro, il ragazzo potrebbe cambiare idea e decidere di partecipare agli incontri.